
Emanuele Savron, pianoforte – Giuliana Marin, approfondimento storico e psicologico – Susanna Gregorat, approfondimento all’opera d’arte. Una profonda e prolungata amicizia legò i due artisti triestini, uniti anche da un’analoga concezione dell’arte intesa come “via di fuga” dalla realtà, dal presente, che in Nathan si identificava con un perenne e travagliato scavo nell’inconscio (aveva iniziato il percorso psicoanalitico con Edoardo Weiss fin dal 1921 e protratto poi fino al 1925) e in Sbisà nella ripresa delle tematiche classiche, da lui assimilate nel decennio di studio e di attività artistica trascorso a Firenze (1919 – 1928), a stretto contatto con l’arte umanistico-rinascimentale della tradizione italiana.
Programma: Sergej Prokofiev Sonata per pianoforte n.1 op.1 – Arnold Schönberg Six little piano pieces op.19 – Claude Debussy Estampes – Ferrucio Busoni Berceuse élégiaque, op.42 – Emilio Russi Nocturne, Barcarola.