
Nel vastissimo repertorio, spesso misconosciuto, della canzone triestina in dialetto, che va a cavallo tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, la figura femminile occupa sicuramente un posto d’onore. Gli autori dei testi hanno attinto a piene mani dalla peculiarità delle “mule triestine” nel distinguersi da sempre per la loro intraprendenza e modernità.
La donna come sognatrice ma anche come importante pilastro della vita cittadina è protagonista di numerose “canzonette” che venivano eseguite nei concorsi cittadini tanto applauditi e che potremo riscoprire grazie all’appassionata ricerca di due appassionati del genere. Paolo Venier e Bruno Iurcev ci porteranno nella Trieste Belle Époque attraverso aneddoti e motivi, spesso dimenticati, tra innovazioni tecnologiche, mode, manie e costume di una Trieste musicale a cavallo tra due secoli.